I bagliori (apparenti) del Lingotto e l’operoso lavorio dei “Socialisti in Movimento”, di Nicola Cariglia

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A Torino non si è riaccesa la stella di Renzi. A Roma un’affollata riunione di socialisti e laici seriamente e senza clamori ha iniziato un percorso accidentato che potrebbe anche portare lontano.
Hanno voglia a menare il can per l’aia, i soliti zelanti cantori delle epiche gesta del potere, ancora abbriccati al carro condotto sempre più incertamente da Matteo Renzi. A fotografare lo stato di precarietà in cui si trova, basta considerare che determinante per la sua vittoria, se si verificherà, sarà Dario Franceschini. E che dagli umori del medesimo Franceschini dipenderà, in gran parte, se e quanto resterà alla guida del PD. Non solo: con l’annuncio, nel suo intervento al Lingotto per il lancio della candidatura di Renzi alle primarie, della necessità di una intesa con Forza Italia e i moderati, il ministro della cultura ha anche indicato quale linea politica il PD dovrà tenere nella prossima legislatura se Renzi vuole restare segretario del partito.

E’ l’ennesimo paradosso e l’ultima contraddizione dell’ormai ex rottamatore: dipendere dall’uomo che, chiamato a sostituire Veltroni alla segreteria del PD, aveva definito il “vicedisastro”. Ecco cosa Renzi dichiarava alla Stampa di Torino il 23 febbraio del 2009: “Sabato è stata un’occasione persa. Non avrei votato Dario: se Veltroni è stato un disastro, non si elegge il vicedisastro per gestire la transizione. In questi anni Franceschini è stato una delusione, percepito come il guardiano di Quarta Fase, l’associazione degli ex popolari: basta con questa storia degli ex!”. E’ sufficiente tutto questo per capire che al di là dei proclami eclatanti di ripartenza, di una nuova fase, del passaggio “dall’io al noi” lo spettacolo emerso al Lingotto nella tre giorni per il lancio della candidatura di Renzi ci parla di un uomo sulla difensiva. Un uomo che si sforza di tenersi stretti i suoi, non proiettato ad aggredire i problemi del Paese.

Ben diverso (si parva licet…) quanto abbiamo potuto constatare (di persona) ad un altro evento che si è svolto a Roma domenica 12 marzo. Associazioni, circoli, gruppi di facebook, siti web soprattutto di matrice socialista si sono ritrovati per prendere una iniziativa che vuole avere come approdo la creazione di un soggetto unitario ispirato alla cultura laica, liberale e socialista. Quale il risultato della giornata? Una buona partenza. La sala era affollata. Non so quanti fossero i presenti: certamente tanti e, oltretutto, provenienti da molte regioni italiane. Sono intervenuti anche Michele Emiliano, governatore della Puglia e uno dei tre pretendenti alla segreteria del PD; Miguel Gotor, esponente del neonato movimento dei Democratici progressisti, e la bravissima Anna Falcone, vicepresidente dei Comitati per il No al recente referendum costituzionale. L’idea è che si sia preso coscienza di due esigenze. La prima è di considerarsi solo gli iniziatori di un processo che dovrà coinvolgere altre realtà per dare vita assieme ad un soggetto politico che dovrà, a pieno titolo, rivolgersi a tutti gli italiani senza limitare l’orizzonte al proprio interno. In altre parole: non basta rimettere assieme i cocci dell’universo laico, liberale e socialista. La seconda esigenza è di passare decisamente alla fase organizzativa della presenza sul territorio e dell’autofinanziamento.
Credo che i tempi siano veramente stretti. Non bisogna disperdere energie su obbiettivi troppo numerosi e vaghi. L’assemblea ha adottato decisioni che possono rappresentare anche una base per una buona organizzazione. Niente è scontato e niente è compromesso.

Nicola Cariglia


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