Documento del Comitato socialista per il NO di Roma

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Chiamarsi socialisti, nell’Italia di oggi, non è una scelta da poco. E’ il richiamo ad una storia; ma è soprattutto l’impegno costante per preservare e aggiornare, in condizioni difficili, l’identità, l’indipendenza e soprattutto la vitalità politica del socialismo.

In tutti i periodi, i socialisti hanno concorso, anche più di altri, al successo dei programmi e delle posizioni moderne del socialismo italiano ed europeo e, noi promotori del COMITATO SOCIALISTI PER IL NO di ROMA siamo convinti che dobbiamo difendere i valori alti della democrazia nel nostro Paese.

La decisione di votare NO per il Referendum Costituzionale scaturisce da profonde riflessioni fatte in molti pubblici confronti sulle varie posizioni oggi presenti sul terreno della discussione politica.

Al termine di queste riunioni siamo più che convinti che il provvedimento approvato in Parlamento di modifica costituzionale produrrà effetti devastanti nella nostra vita interna, nel nostro peso politico esterno e soprattutto nella gestione della vita pubblica italiana.

Per quanto ci riguarda, non intendiamo assistere passivamente a questo processo di autodistruzione del tessuto democratico conquistato duramente e spetta a anche a noi popolo socialista, ovunque siamo, dare un contributo di presenza e militanza attiva per evitare una deriva antidemocratica.

E’ un dovere verso il popolo di ieri, di oggi e a quello di domani. Ma è un dovere soprattutto per le giovani donne ed i giovani che, ove passasse la riforma voluta dall’attuale governo , andrebbero incontro ad una limitazione degli spazi di democrazia.

La costituzione del COMITATO SOCIALISTA DI ROMA PER IL NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE è anche un appello ai compagni socialisti affinché diano il loro contributo di partecipazione attiva considerato che i problemi che devono essere affrontati sono estremamente complessi e richiedono straordinarie capacità di mobilitazione, di analisi e di innovazione politica così come un forte contributo di idee ed un trasparente impegno di tutti.

Il dovere che ci impone la storia è quello di consegnare alle future generazioni una Italia più democratica, rinnovata anche tramite azioni esemplari a favore delle classi più deboli e dove i principi dell’uguaglianza, della fratellanza, della libertà e della solidarietà siano da guida concreta all’azione politica di ogni cittadino prima di ogni militante socialista.

Il socialismo non è terminato nel 1992 ed il nostro patrimonio politico non può essere messo a disposizione di derive non democratiche e il PSI nel corso della sua storia ha pagato prezzi altissimi per errori propri, ma è sempre stato a fianco dei deboli e dei lavoratori.

In questa nuova e delicatissima campagna politica dobbiamo dare un forte connotato di presenza socialista e l’espiazione socialista deve avere fine ed i socialisti devono farsi sentire poiché siamo il partito della verità e tra le verità c’è anche quella che, nel riconoscer i nostri errori, siamo orgogliosi del ruolo che abbiamo avuto nella storia italiana.

In questo passaggio delicatissimo riteniamo che la nostra partecipazione e l’invito a votare per il NO assuma un significato che va al di là della stessa espressione di voto.

Vogliamo insegnare questo orgoglio socialista alle nuove generazioni, che dovranno riprendere un discorso bruscamente ed ingiustamente interrotto.

Anche questo deve  essere il nostro obiettivo di noi socialisti per il NO, di noi che qui oggi ci ritroviamo in un abbraccio doloroso e di piena solidarietà verso il popola francese così duramente colpito.

Tutte le contraddizioni di questa pseudo riforma costituzionale non possono trovare disattenti i socialisti che devono ritrovare una rinnovata voglia di esserci, di farsi sentire, di fare emergere ideali mai dimenticati di cui nessuno può privarci.

La “nuova Costituzione” se approvata determinerà un svolta “conservatrice” ed aumenteranno le disuguaglianze sociali.

Se abbiamo deciso di scendere in campo lo facciamo per sconsigliare gesti, comportamenti scorretti e non in linea né con il nostro passato, ma soprattutto con quanto di oggi significa socialismo in Italia ed in Europa.

Non giustifichiamo il capo del governo che un giorno afferma che quanto approvato in Parlamento, con voti di fiducia e voti senza un vero ed ampio dibattito parlamentare, sia per la revisione costituzionale che per la legge elettorale (Italicum), non sono rivedibili e se dovesse vincere il NO lui si dimette, ed il giorno dopo minimizza e afferma il contrario e che sono altri che vogliono personalizzare l’esito del referendum e non lui.

Così come chiediamo coerenza ai nostri dirigenti ed ai nostri parlamentari che hanno votato “con convinzione” sia le modifiche costituzionali che l’Italicum di non fare marcia indietro perché ne va della loro stessa dignità di rappresentanti dei cittadini.

Non sono e non sarebbero un buon esempio per tutti noi.

Se prima siete stati “costretti a votare e non eravate d’accordo allora dovete denunciare chi vi ha costretto e per quali motivi; in caso contrario è corretto chiedervi di essere coerenti.

In aula esiste la libertà di voto e nessuno può toglierla a chi è, a chi si sente ed a chi rappresenta i socialisti.

Non si può cambiare linea e posizione al piccolo stormir di fronda o per convenienza. Fate in modo di essere orgogliosi della posizione assunta anche se molti socialisti non vi hanno compreso.

Siate coerenti anche di fronte alle critiche interne; critiche che significano dibattito, scambio di idee e confronto aperto.

Noi compagni “non ubbidienti” riteniamo che ciò sia possibile e continueremo a portare avanti le nostre idee e chiedere un confronto quando ci troviamo di fronte a scelte di questo nuovo ed attuale PD che assumono il significato di voler rafforzare un sistema di potere e non di rottamarlo e notiamo che di fronte a questo si avverte “un grande silenzio” socialista.

La sede del Comitato socialista di ROMA per il NO è a Piazzale delle Provincie n. 8, 00165, Roma. Ne fanno parte i compagni Maurizio Aldrovandi, Andreina Baratta, Antonio Ciccone, Paolo Gonzales, Giorgio Pesce, Roberto Ramazzotti, Mauro Scarpellini, Antonio Valenzi, Marco Zanier. Ne è Presidente l’on. Angelo Sollazzo.

15 Luglio 2016

 

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