Tra le tante ragioni per votare NO, la coerenza, di Roberto Biscardini

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Biscardini

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La segreteria del Psi di Nencini ha annunciato che i socialisti voteranno SI al Referendum costituzionale in conformità con il voto dato in parlamento, perché leali con Renzi e per coerenza con le cose che avrebbero sostenuto in passato.
La prima ragione è vera la seconda è falsa.

Qui la coerenza non c’entra. Anzi i socialisti in tutti questi anni hanno contestato che un Parlamento di nominati ed eletto con un sistema maggioritario potesse cambiare la Costituzione per rispondere ai soli interessi del partito di governo.

Anzi il PSI aveva fatto di più, non più tardi del 2009, già con Nencini segretario, si fece promotore di una proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo “Elezione diretta dell’Assemblea Costituente per la revisione della Costituzione”, che per debolezza e difficoltà organizzative non riuscì poi a portare a termine.

Ma nella relazione che accompagna quella proposta di legge sono scritte cose molto chiare, che smentiscono la posizione della segreteria del Psi di oggi.

Nella relazione alla proposta di legge di allora, elaborata da me insieme a Rino Formica e Giuliano Vassalli, è scritto:

La necessità di un revisionismo costituzionale nasce nell’opinione pubblica a partire dagli anni ’70, generata e alimentata dai radicali cambiamenti avvenuti nel tessuto socio-economico del Paese, cambiamenti resi possibili proprio dalle lungimiranti scelte operate dai padri costituenti in materia di libertà civili, politiche ed economiche….”

“…. con la modifica delle leggi elettorali a partire dagli anni ’90, il Parlamento modifica di fatto la Costituzione e il suo spirito originario, la Costituzione “materiale” non corrisponde più a quella “formale”…. La sfiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni, della politica, dei partiti e persino dello Stato nelle sue articolazioni centrale, regionale e locale ha raggiunto un livello mai conosciuto dal dopoguerra. Il sistema istituzionale mostra i segni di un cedimento strutturale. L’attuale forma di governo è un ibrido, abbiamo ancora costituzionalmente un sistema di governo di tipo parlamentare, ma con un Presidente del Consiglio di fatto eletto direttamente dai cittadini. La forma dello Stato è in bilico tra Stato unitario e Stato federale. Siamo di fronte a cessioni di sovranità al federalismo sopranazionale e cessioni di sovranità al federalismo infranazionale. Debole è il collegamento tra garanzia assoluta delle libertà politiche e sviluppo tendenziale dei diritti sociali….”

“…. L’idea che si possa cambiare la seconda parte ma non la prima, non riconoscendo il valore essenziale dell’inscindibilità dell’intero testo costituzionale, è un non senso che rischia di mettere in pericolo principi e valori, riducendo la prima parte ad essere “isolata e muta”….”

“…. Per trent’anni si è cercato di porre mano ad un problema reale facendo ricorso a Commissioni Parlamentari e a forme di manutenzione marginale della Costituzione, nella illusione che solo l’introduzione di leggi elettorali maggioritarie avrebbe reso più agevole l’uso dell’art. 138 della Costituzione ….”

“… I socialisti pensano oggi, come hanno sempre sostenuto in passato, che la via maestra sia dare la parola al popolo. La proposta di iniziativa popolare per l’istituzione di una Assemblea Costituente è nel solco della tradizione democratica e popolare dei socialisti, riconosce come essenziale per il Paese una Grande Riforma, tende ad evitare che tentazioni contraddittorie di separatismo politico e territoriale distruggano l’immenso contributo di sacrifici e di sofferenza che il popolo italiano ha dato per la costruzione di una libera Repubblica.

Art. 1. Il popolo italiano, a suffragio universale e diretto, elegge l’Assemblea Costituente della Repubblica italiana. L’assemblea Costituente redige e adotta la nuova Costituzione.

Art. 2. L’assemblea Costituente è composta da settantacinque membri eletti con metodo proporzionale atto a garantire la massima rappresentatività e disciplinato con legge ordinaria.

L’Assemblea Costituente è eletta entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale.

Sono eleggibili tutti i cittadini italiani maggiorenni che abbiano i requisiti di eleggibilità alla Camera dei Deputati, ad eccezione dei membri del Governo, del Parlamento italiano, del Parlamento europeo.

(seguono altre 5 articoli)”

Da questa proposta si capisce bene che i socialisti non sono mai stati dalla parte della conservazione tout court della Costituzione così come è, ma come nel ’46 hanno condizionato la riforma della Costituzione alla elezione di una Assemblea costituente eletta direttamente dal popolo e con sistema proporzionale.

E a questo i socialisti sinceri sono rimasti fedeli.

E’ questa una delle tante ragioni per votare e costituire i Comitati socialisti per il NO.

Roberto Biscardini

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